STORIA

L'Amatori Hockey Lodi nasce nell'ormai lontano 1965 grazie all'idea di alcuni giovani pattinatori provenienti dalle giovanili dell'Hockey Lodi.
Il professor Luigi Oliva fu il primo presidente del nuovo sodalizio cittadino in cui ebbe un ruolo importante come dirigente della prima ora il cavalier Angelo Bajoni, sodalizio per il quale furono scelti i colori giallo e rosso rievocanti quelli dello stemma della città.
La prima formazione dell'Amatori, di cui facevano parte tra gli altri Asti, Carini e Viotti, disputò il campionato di serie C, allora la terza categoria nazionale, raggiungendo la massima serie nel 1969 dopo due promozioni consecutive. Dopo alcuni campionati di medio bassa classifica, nel 1976 sbarca a Lodi il più grande giocatore di sempre, il portoghese Josè Antonio Livramento, che prima conduce l'Amatori ad un'incredibile salvezza in rimonta e poi nel 1978, dopo essere tornato un anno in patria, gli regala il primo trofeo della sua storia, la coppa Italia battendo nella doppia finale il Giovinazzo.
Salutato Livramento i giallorossi finiscono secondi nel campionato 79/80, laureandosi però campioni d'Italia l'anno seguente nella magica notte di Gorizia il 6 giugno 1981 trascinati dalla coppia Fona-Belli. Dopo una storica finale di Coppa dei Campioni persa col Barcellona nell'82 e quella clamorosa nella prima finale play off scudetto della storia contro il Vercelli l'anno dopo, l'Amatori torna ad alzare un trofeo nel 1987.
È la squadra di Belli e Citterio, di Rocha e Luz allenata da Rinaldo Uggeri che conquista la Coppa Cers, il primo titolo internazionale della storia lodigiana. Nel 1993 arriva un'altra finale scudetto ed una anche di coppa Italia, ma sulla strada dei giallorossi c'è sempre l'Hockey Novara che si aggiudica entrambi i trofei. L'anno successivo, è il 1994, arriva però il secondo alloro europeo con la vittoria della Coppa delle Coppe nella quale l'Amatori raggiungerà altre due finali negli anni seguenti senza però riuscire a bissare quel trionfo. Dopo il traumatico "fallimento" del 1996, con la cancellazione causa problemi economici dal panorama hockeistico nazionale, nel 1999 ri-nasce l'Amatori Sporting Lodi grazie alla fusione tra il Roller Lodi e lo Sporting 93, formazione che dal 1997 militava in serie A1, con a capo le figure di Fulvio D'Attanasio come presidente, Raoul Frugoni e Severino Bianchetti oltre alla bandiera Aldo Belli in panchina.
Dopo essere ripartito dalla A2 ritrova la massima serie nel 2004 nella seconda magica notte di Gorizia battendo i padroni di casa negli spareggi play out. Da lì in poi resta stabilmente in serie A1 raggiungendo una finale di coppa Italia ed una di Supercoppa Italiana nel 2008 sotto la guida di Roberto Crudeli. Tre anni dopo, nel 2011, l'Amatori torna a vincere con la squadra allenata da Pino Marzella che conquista la seconda coppa Italia della storia lodigiana battendo nella doppia finale il Bassano. Quella stessa squadra vince anche la regular season salvo poi uscire malamente in semifinale play off per mano del Valdagno.
Nel 2014 altri problemi economici si abbattono sulla società giallorossa, salvata dalla coppia Citterio-Gazzola che rilevano il tutto trasferendo il titolo sportivo nel "contenitore" della Wasken Boys, dando vita all'attuale sodalizio denominato Amatori Wasken Lodi. Un sodalizio che negli ultimi tre anni ha già scritto la storia riuscendo a vincere tutto quello che si poteva vincere in Italia.
Dopo una prima stagione di assestamento chiusa col 9' posto, la formazione giallorossa vince prima una Coppa Italia nel 2016 con Paolo De Rinaldis in panchina e quindi la scorsa stagione, 2016/2017, una Supercoppa Italiana e il secondo storico Scudetto sotto la guida di Nuno Resende battendo ai rigori alla "bella" il Forte dei Marmi.

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